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Paolo Amoruso - A spettinarti l'ansia

2013-08-11 27 Dailymotion

Poesia di Maria Grazia Vai e Paolo Amoruso; <br />Voce di Gianluca Regondi; <br />Sulle note di "My Father and my Mother" di Gianluca Attanasio; <br /><br />Ritrovarti dove il labbro della notte fiorisce <br />ancora testamenti d’un fuoco mendicante. <br />Nell’acuto predicare la linea obliqua delle mani, <br />fin sopra quella fronte pungente che - dissanguando <br />ogni mia parola, portava doni ai tuoi polsiQuel fiato sudato dagli occhi frettolosi <br />che mi scava i segreti della pelle, rendendomi <br />della notte l’albume di un sogno <br />L’ora in cui le stagioni fanno l’amore <br />con l’incertezza del cielo, consumando <br />le prime ore del mattino nell’afoso <br />d’un bacio che spettina le voci nell’utero <br />di tutte le mie ansie. <br />Riscrivendoci clandestini senza veli nelle vene <br />del vorace desiderio d’una -ampolla cocente <br />d’amore- tra i sorrisi di un’orchidea che nasconde <br />ancora la rossa saliva dei suoi recinti. <br />Quella rabbia che ubriacandomi <br />ti spettina la nausea alle parole tornate a <br />ricucirmi l’ansia d’una felicità sui fianchi <br />del rimpianto. Come il sangue d’una supplica che <br />stringe le ginocchia al silenzio. Senza <br />fare rumore, senza neppure accendere <br />il fiato d’un risveglio sfiorato. <br />Come fossi tu l’estate che m’incava al <br />respiro del tuo cielo. Pesante, nelle labbra <br />sporche delle mani. Seppure sembra ti <br />stia ancora masticando l’inverno <br />nel sorriso d’una pietra rovente d’amore, <br />tra le chiome infanti dei miei vuoti silenzi. <br />Nel fenditoio maculato della tua gola, dove <br />sei la mano di canfora che mi spalanca la bocca. <br />E ascoltandomi -m’invecchia.

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