Un mega-assegno da 13 miliardi di dollari, oltre 9 miliardi e mezzo di euro al cambio attuale. A staccarlo sarà JP Morgan. <br /><br />L’obiettivo è mettere la parola fine all’ondata di cause civili incentrate sulla vendita di derivati garantiti dai famigerati mutui ‘subprime’. <br /><br />La banca statunitense pagherà 9 miliardi di dollari alle autorità e 4 ai creditori.<br /><br />“È più del triplo dei 4 miliardi inflitti a British Petroleum, che era al secondo posto della classifica”, commenta il professor John Coffee della Columbia University. <br /><br />“Mette in luce sicuramente un atteggiamento più duro e punitivo da parte del governo statunitense. Allo stesso tempo si tratta, però, di un’ammenda da record senza che nessuno abbia identificato i dirigenti colpevoli che hanno preso queste decisioni sbagliate e criminali”, conclude.<br /><br />Incluso nell’accordo c‘è anche un fondo da 4 miliardi di dollari per aiutare i proprietari di case caduti in ginocchio dopo l’esplosione della bolla che ha dato il via alla crisi finanziaria.<br /><br />Sotto la lente dei regolatori era finita la qualità dei mutui pacchettizzati nelle obbligazioni vendute agli investitori (in particolare da Washington Mutual e Bear Stearns, due istituti acquistati da JP Morgan nel 2008). <br /><br />Tali mutui venivano offerti a persone sprovviste delle garanzie minime e sono finiti, nella maggior parte dei casi, in default.