Il presidente contro tutti. Il discorso sullo stato dell’Unione è stato improntato all’ottimismo, centrato sull’economia e sulla necessità di combattere le disuguaglianze. Non si sono fatte però attendere le reazioni da parte dell’opposizione repubblicana. <br /><br /> “Le politiche del presidente stanno rendendo la vita difficile agli americani”, dice una deputata di destra. “Molte persone non riescono a vedere più i loro dottori. Dovremmo tornare alla vecchia legge perché questa non funziona”. <br /><br /> Eppure Obama crede che il 2014 sarà l’anno della riscossa per l’America. Il presidente spinge per il suo progetto di assicurazione sanitaria universale. I repubblicani attaccano a testa bassa anche con misure di ostruzionismo che hanno fatto parlare un senatore del Texas per oltre 21 ore. <br /><br /> Fra gli avversari dell’Obamacare i Teaparty: “Da dove arrivano queste disuguaglianze? Dal governo quando questo toglie diritti e favorisce invece politicanti, burocrati e lobby”. <br /><br /> Ma Obama va avanti, malgrado la crisi di popolarità, tornando alle battaglie delle origini e rispolverando quegli slogan che in più di un’occasione gli avevano portato fortuna “yes we can”, si, possiamo e “we leave nobody behind”. Non lasceremo nessuno indietro. Nella speranza che gli americani tornino a credergli.
