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Ucraina. Amnistia-ultimatum votata alla cieca: 15 giorni per liberare uffici e strade

2014-01-30 9 Dailymotion

Yanukovich il temporeggiatore. Sulla carta in Ucraina ieri è stata una giornata di pacificazione: il governo ha votato l’amnistia per i manifestanti arrestati. Ma nel merito è soltato un tentativo del Presidente di rimandare la resa dei conti. Il governo da 15 giorni ai manifestanti per liberare i palazzi dell’amministrazione pubblica e solo dopo l’amnistia sarà effettiva.<br /><br />“Che restino i manifestanti a Maidan, che restino le tende, che restino i sindacati. Ma bisogna che l’amministrazione tornari a lavorare perchè le città e le regioni hanno bisogno che la vita continui” ha detto Yuri Miroshnichenko, rappresentante del partito di maggioranza, il Partito delle Regioni e autore del testo.<br /><br />Un testo in realtà votato alla cieca dalla maggioranza e il cui vero contenuto è stato pubblicato solo 4 ore dopo l’approvazione. Ne risulta che lo sgombero di strade e piazze è una condizione per l’amnistia, con la sola eccezione delle manifestazioni pacifiche.<br /><br />Un discrimine decisamente labile se si tiene conto delle numerose denunzie da parte dei manifestanti sull’intervento di guastatori pagati dal governo per far degenerare le proteste pacifiche.<br /><br />“La questione cruciale sono gli emendamenti costituzionali per far passare il nostro sistema da Presidenziale a Parlamentare: solo questo potrebbe riportare alla calma la situazione in Ucraina” ha commentato Arseny Yatsenyuk, leader d’opposizione dell’Unione Pan-Ucraina Patria, la formazione di Yulia Timoshenko.<br /><br />Il testo d’amnistia sottoposto al voto in Parlamento è stato deciso in una riunione a porte chiuse del partito di maggioranza, riunione cui ha partecipato lo stesso Presidente Yanukovich che ha imposto la sua posizione minacciando di sciogliere le camere.

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