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NATO vs Russia. Un braccio di ferro tra diplomazia e venti di guerra

2014-03-27 42 Dailymotion

La Nato mostra il pugno duro con Mosca sulla questione della Crimea. Mentre la situazione al confine tra Ucraina e Russia resta tesissima. Ieri da Bruxelles il Presidente americano Obama, dopo aver ancora una volta escluso un intervento militare, ha chiamato i membri dell’Alleanza a formare un fronte comune.<br /><br />“ Quello che faremo, sottolinea Obama, è tenere sempre fede al nostro impegno. Il nostro articolo 5 ci impone di difendere l’integrità territoriale e la sovranità degli alleati. E lo faremo. I paesi della Nato non saranno mai lasciati soli. Oggi gli aerei dell’Alleanza pattugliano i cieli dei Paesi Baltici e abbiamo rafforzato la nostra presenza in Polonia. Ovviamente siamo pronti anche a fare di più.”<br /><br />Intanto la Nato fa alzare gli aerei-radar sui cieli di Romania e Polonia “per monitorare la situazione”, ma attenendosi rigorosamente allo spazio aereo dei paesi membri. Una missione di ricognizione ma anche una dimostrazione di forza. Un messaggio al presidente Putin. <br /><br />Le relazioni tra Russia e Nato non sono mai state così tese dalla fine della “guerra fredda”. Nel 1999 entrano a far parte dell’Alleanza Atlantica 3 ex membri del Patto di Varsavia: polacchi, cechi e ungheresi. Nel giro di 10 anni la Nato arriva fino ai confini della Russia: con l’ingresso di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. Nel 2009 entrano anche Albania e Croazia. Ora, dopo l’Ucraina, l’Alleanza teme anche l’assorbimento di altre regioni di lingua russa, come la Transnistria, l’Ossezia e l’Abkhazia. <br /><br />“Siamo molto preoccupati per quanto riguarda Ossezia e Transnistria. Sappiamo , dice il generale Philip Breedlove, comandante della Nato in Europa, che esiste da parte di Mosca la possibilità di farlo, questo è il problema. Non sapiamo bene quali siano i piani. Quello che si percepisce è che possa essere usata la stessa tecnica della Crimea.” <br /><br />La storia insegna. Il capo del Cremlino ha preso come esempio il Kosovo. Nel 2008 la provincia si è autoproclamata indipendente. Un precedente, definito dallo stesso Putin a quel tempo, devastante. Un boomerang. Forse la Crimea è il nuovo Kosovo. Che tiene con il fiato sospeso l’Occidente e molti paesi baltici.

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