Intervista a Ivan Gardini, presidente Epac Onlus al congresso sulle malattie epatiche EASL di Londra 2014. <br /> <br />Solo il 15% dei pazienti con epatite C è ritenuto idoneo all’utilizzo dei farmaci innovativi per la cura della malattia e fra questi solo un paziente su quattro ha avuto un accesso immediato alla nuova terapia, mentre il 35% è inserito in lista di attesa. <br /> <br />Le strutture deputate a erogare la nuova terapia sono a livello nazionale 353 e fra i 65 Centri intervistati, risulta che ben l’80% continua a lavorare con la stessa dotazione di personale, nonostante l’aumento delle complessità gestionali dei nuovi trattamenti; il 20% inoltre dei Centri indica di aver aspettato da uno a tre mesi per avere a disposizione i farmaci da somministrare ai pazienti. <br /> <br />A livello regionale, meno della metà delle Regioni ha formalizzato e reso pubblico un Percorso diagnostico terapeutico completo per la gestione della cura. Manca invece una regia nazionale che uniformi i criteri di accesso alle terapie e per questo ogni Regione individua modelli diversi di organizzazione dei servizi per l’erogazione delle stesse. <br /> <br />Sono questi alcuni dei principali elementi emersi dalla Indagine civica sull’accesso alle nuove terapie per il trattamento dell’epatite C, presentata oggi dal Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici (CnAMC)-Cittadinanzattiva in collaborazione con EpaC onlus. <br /> <br />http://www.salutedomani.com/il_weblog_di_antonio/2014/02/accesso-ai-farmaci-epatite-c-incontro-cittadinanzattiva-epac-onlus.html
