L’Unione europea non riconosce alcuna validità ai referendum che si sono tenuti nelle regioni separatiste di Donetsk e Lugansk: lo ha ribadito Herman Van Rompuy, il Presidente del Consiglio europeo, in visita a Kiev. Van Rompuy ha detto che le speranze di risoluzione del conflitto ucraino passano necessariamente dalle elezioni presidenziali del 25 maggio e dall’implementazione degli accordi di Ginevra: <br /><br />“La dichiarazione di Ginevra sui primi passi concreti per riportare la calma nel Paese – ha detto Van Rompuy – deve essere implementata. È urgente che la Russia chieda ai separatisti armati di deporre le armi e liberare gli edifici che hanno occupato illegalmente”. <br /><br />Ed è alla Russia che si sono rivolte le pesanti accuse del premier ucraino facente funzione, Arsenyi Yatsenyuk, che poi però ha precisato che nessun dialogo internazionale può aver luogo senza Mosca: <br /><br />“Siamo favorevoli a un tavolo negoziale esclusivamente se vi partecipano l’Ucraina, gli Stati Uniti, l’Unione europea e la Russia”, ha detto. <br /><br />Sul fronte interno, Yatsenyuk ha preannunciato la tenuta di un dialogo nazionale, con tutte le parti del Paese, su cinque punti che vanno dalla tutela delle minoranze alle riforme costituzionali, e su questo Yatsenyuk ha menzionato la decentralizzazione, pur senza mai usare la parola “federalismo”, soluzione invocata da una parte dei separatisti.
