Guardando Gerusalemme dalle colline del deserto di Giudea, terra e cielo sembrano separati da una linea sottile. Ma sottili sono anche le linee che attraversano la città, dividendola in base all’appartenenza religiosa.<br /><br />Nella Vecchia Gerusalemme c‘è un quartiere musulmano, uno cristiano, uno armeno e uno ebraico. E’ qui che, secondo le varie dottrine religiose, Cristo venne crocifisso, il profeta Maometto salì in Paradiso e l’Arca dell’alleanza custodita nel Tempio di Salomone.<br /><br />Lo status della Città vecchia è stato spesso lo scoglio sul quale si sono incagliati i negoziati di pace tra israeliani e palestinesi.<br /><br />L’antropologo Gideon Aran sottolinea che la natura del conflitto che impedisce una coesistenza.pacifica non è soltanto religiosa, ma politica. “Il conflitto politico e quello religioso si sovrappongono a quello nazionale – dice Aran – Insieme, sono molto più difficili da risolvere e hanno conseguenze amare per tutti”.<br /><br />L’intolleranza religiosa si manifesta in modi diversi. Quattro anni fa, sono comparsi i primi attacchi denominati “price tag”, spesso a opera di coloni israeliani. Si tratta di azioni volte a punire i palestinesi per le misure prese dal governo israeliano contro gli insediamenti illegali: coltivazioni divelte, auto incendiate, tombe profanate.<br /><br />Prima della visita del Papa, questi attacchi hanno preso di mira anche le chiese cristiane.<br /><br />Aran: “Dobbiamo tenere presente che i responsabili sono teppisti, giovani delinquenti che scelgono i loro obiettivi a caso: a volte se la prendono con i musulmani, altre volte con i cristiani. Ma il loro vero obiettivo sono gli ebrei: vogliono mettere in imbarazzo il governo israeliano nei territori occupati. Le loro vittime sono scelte a caso”.<br /><br />Le forze di sicurezza israeliane hanno creato un corpo speciale per indagare su questi crimini, finora senza successo. I pochi indiziati sono stati rilasciati per insufficenza di prove. E gli attacchi sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi due anni.<br /><br />L’inviato di euronews a Gerusalemme, Luis Carballo, cita il poeta israeliano Yehuda Amihai, secondo il quale a Gerusalemme il fervore religioso è talmente intenso che “qualunque cosa può segnare l’inizio di una nuova religione”. Questa città è considerata santa da una buona metà della popolazione mondiale, eppure non riesce a trovare la pace.
