Gli abitanti di Donetsk preparano le barricate. L’esercito di Kiev è alle porte della città ribelle. Il capoluogo dell’est filo-russo dell’Ucraina è assediato, ma gli indipendentisti non intendono arrendersi, anche se la tensione aumenta con l’avvicinarsi delle truppe regolari, che avrebbero già riconquistato l’aereoporto. <br /><br />In serata, una bomba è esplosa sulla linea ferroviaria del Donbass, la regione di Donetsk e Lugansk. <br /><br />“Questa è la nostra terra e noi la stiamo proteggendo. Questa è la nostra città. Siamo sotto assedio, ma non c‘è ragione di avere paura” afferma una giovane donna filorussa. <br /><br />Qui sta per iniziare una battaglia e arriva una macchina della polizia a controllare. Una presenza quasi surreale, di una normalità che non esiste più. Una guerra non è certo un problema di ordine pubblico. <br /><br />“Sfortunatamente la polizia non ha molte informazioni sui combattimenti – dice il capo della polizia locale Yuri Sednev – Si figuri che ci dobbiamo rivolgere ai civili per capire cosa succede”. <br /><br />Le associazioni russe per la difesa dei diritti umani hanno invocato la creazione di corridoi umanitari per Donetsk. In modo da poter evacuare bambini, donne e anziani se la situazione dovesse ulteriormente precipitare. Il Cremlino, invece, ha chiesto la fine immediata delle violenze.