Continuano in Brasile le proteste contro le spese per gli imminenti Mondiali di calcio.<br />Martedì sera sono state centinaia di insegnanti a sfilare per le strade di Rio de Janeiro.<br /><br />La manifestazione, che si è svolta mentre il Brasile sconfiggeva il Panama in una amichevole, ha inteso riportare l’attenzione sugli investimenti necessari nell’istruzione.<br /><br />“Si spende un sacco di denaro per questi grandi eventi” sottolinea un insegnante, Leonardo Ceiram, “mentre non abbiamo un sistema sanitario sufficiente e abbiamo un pessimo livello nell’istruzione. Le scuole non sono la priorità e gli stipendi degli insegnanti sono molto bassi.”<br /><br />Un’altra protesta si è svolta a Goiania, nei pressi dello stadio in cui era impegnata la nazionale.<br /><br />Dei 12 nuovi stadi costruiti per i Mondiali, quattro non saranno più utilizzati dopo l’evento, mentre non sono state mantenute le promesse sui miglioramenti di strade, ferrovie e aeroporti.<br /><br />La presidente brasiliana Dilma Rousseff difende le spese per gli impianti calcistici e afferma che a protestare è solo una minoranza.
