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Israele, i costi economici della crisi a Gaza

2014-07-23 28 Dailymotion

La cancellazione dei voli è il colpo di grazia per un settore turistico israeliano già in ginocchio a causa dell’esplosione della nuova crisi a Gaza. Mercoledì mattina l’aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv, era ancora semi-deserto. <br /><br />Questo nonostante le rassicurazioni delle autorità, le quali hanno chiesto la rimozione del blocco imposto dalle autorità per l’aviazione civile americane e ribadito l’efficacia del sistema di difesa anti-missile “Iron Dome”.<br /><br />“L’aeroporto Ben Gurion è il posto più sicuro d’Israele”, sostiente il portavoce dei gestori della struttura Ofer Leffler.<br /><br />“In questo momento ci sono circa 80 voli verso Israele cancellati. Speriamo che, nelle prossime ore, le compagnie cambino idea e ricomincino a volare verso Israele”, aggiunge.<br /><br />Difficile, però, che vengano raggiunti gli obiettivi fissati in primavera, quando i vertici del settore prevedevano un’estate da record.<br /><br />Il 2014 potrebbe vedere un calo delle entrate superiore al mezzo miliardo di dollari, il 35% di visitatori in meno rispetto ai 3,5 milioni dell’anno scorso, e una perdita per la compagnia di bandiera israeliana di 50 milioni di dollari.<br /><br />Un colpo per l’economia dell’intero Paese, considerato che, nel 2013, il turismo ha generato 11 miliardi di dollari, circa il 4,5% del Prodotto interno lordo.<br /><br />A Tel Aviv le spiagge ed i locali sono vuoti e le persone rimaste preferiscono rimanere vicini ai rifugi.<br /><br />E mentre qualcuno accusa Hamas di aver mirato volutamente all’aeroporto per causare un danno economico, gli esperti ricordano i costi per gli altri settori: il manifatturiero, ad esempio, ha registrato perdite per 75 milioni di euro in soli 8 giorni.

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