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Napoli - Iraq, il monito del cardinale Sepe: "Basta olocausti" -1- (22.08.14)

2014-08-22 1 Dailymotion

http://www.pupia.tv - Napoli. “L'umanità ha già subìto troppi olocausti, non può restare indifferente di fronte a questa tragedia”. Lo ha detto l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, a margine della veglia di preghiera promossa dalla Comunità di Sant'Egidio in occasione dell'appello per la speciale Giornata di preghiera lanciato dalla Presidenza della Conferenza episcopale italiana.<br /><br />“Il peccato più grave - ha aggiunto Sepe prima dell'inizio della celebrazione - è l'indifferenza”. La veglia nasce con l'intenzione di esprimere “solidarietà e vicinanza” ai cristiani e alle altre minoranze religiose perseguitate in Iraq e in altri Paesi del Medio Oriente.<br /><br />“Non possiamo restare zitti - ha aggiunto il cardinale di Napoli - davanti a questa tragedia, a donne umiliate, bambini ammazzati, a popoli sradicati dalle loro case”.<br /><br />L'Arcivescovo ha ricordato come nei secoli la Chiesa cristiana abbia “sempre” subìto persecuzioni, ma - ha proseguito - “si è giunti a forme di efferatezza che lasciano sbalorditi come l'uccisione del reporter americano”.<br /><br />La Diocesi di Napoli pubblicherà nei prossimi giorni la nuova lettera pastorale. Lo ha annunciato l'Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe a margine della veglia di preghiera per i cristiani perseguitati in Iraq e Medio Oriente. <br /><br />La nuova lettera pastorale, come spiegato da Sepe, “sarà un richiamo, un grido alla responsabilità di tutti. Il cristiano, per sua natura, è un responsabile della realtà che lo circonda e questa responsabilità deve essere espressa nella vita sociale, culturale, politica, economica e religiosa. Non possiamo - ha aggiunto il presule - essere cristiani solo in chiesa”. <br /><br />Dal cardinale Sepe è stata espressa la speranza che “la Chiesa di Napoli, che già da tempo richiama tutti alla responsabilità, ci faccia sensibili a tutte le problematiche che la Diocesi, la città, la regione, il Sud e l'Italia vivono per contribuire al miglioramento della nostra condizione”.<br /> (22.08.14)

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