Baiji, città strategica a nord di Baghdad, è stata in gran parte riconquistata dai soldati iracheni, in lotta contro gli estremisti dell’Isil, con il sostegno aereo della coalizione internazionale. Non è ancora chiara la sorte della sua raffineria petrolifera, la più grande del Paese, ma i progressi dei filo-governativi potrebbero presto mettere fine dell’assedio all’impianto che dura da cinque mesi. <br /><br />Nel frattempo il governo di Baghdad ha deciso di armare le tribù sunnite che combattono contro gli jihadisti nella provincia di al-Anbar e che hanno subito enormi perdite. Una delegazione di parlamentari ha incontrato i combattenti in una base militare. <br /><br />Salim Al-Jibouri, presidente del parlamento iracheno: “Abbiamo cominciato ad armare le tribù, siamo pronti a ricevere liste con i nomi dei volontari e a fornire alle loro zone tutto il necessario, cibo, detergenti, kit per l’igiene. Li aiuteremo, contribuiremo garantendo loro armi e mezzi logistici”.<br /><br />Nella provincia di al-Anbar gli Stati Uniti hanno dispiegato 50 consiglieri militari, i primi in questa zona visto che finora erano stati inviati a Baghdad e in Kurdistan. <br /><br />In Siria, a Kobane, al centro di combattimenti da circa due mesi, i curdi sono riusciti a bloccare una delle principali vie di rifornimento degli jihadisti, attraverso la quale ricevono armi e rinforzi. I combattenti curdi sostengono anche di aver riconquistato diverse strade ed edifici nella zona sud e che presto controlleranno tutta la città.
