Ha suscitato reazioni in tutto il mondo la condanna a morte dell’ex presidente egiziano Mohammed Morsi, decisa sabato insieme a quella di 106 esponenti della Fratellanza islamica per l’evasione di massa da un carcere nel 2011. A cominciare da quella del Dipartimento di Stato americano, che si è detto “molto preoccupato”.<br />All’esecuzione di sei pene capitali contro esponenti dell’Isil nel Sinai, i miliziani hanno risposto uccidendo tre giudici.<br />Amr Darrag, uno dei leader in esilio dei Fratelli musulmani: “Quando la comunità internazionale se ne sta zitta arrivano le condanne a morte. Ce lo aspettavamo. Dobbiamo mettere la comunità internazionale di fronte alle proprie responsabilità: se sceglie di far parte della conspirazione contro la rivoluzione, contro il percorso democratico dell’Egitto; oppure se vuol contribuire a rilanciare la democrazia. Perché se queste sentenze saranno eseguite, sarà la fine del cammino verso la democrazia”.<br />Il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Stein
