In Egitto è stato rinviato al 16 giugno il verdetto sulla condanna a morte inflitta il mese scorso al deposto presidente Mohamed Morsi e ad altri leader dei Fratelli Musulmani. <br /><br /> A deciderlo, al Cairo, il tribunale penale dopo aver ricevuto il parere legale del Mufti, altissima autorità religiosa del paese, che ora deve essere valutato dalla Corte. <br /><br /> Morsi, deposto nel 2013 da una sollevazione popolare sostenuta dai militari, lo scorso 16 maggio era stato condannato a morte in via preliminare assieme ad altri 105 esponenti del movimento islamico per le violenze legate all’evasione in massa da un carcere nel 2011. <br /><br /> “Ci aspettiamo di tutto – reagisce l’avvocato dei Fratelli Musulmani, Abdel-Moneim Abdel-Maqsoud – Se confermeranno la condanna a morte, ricorreremo di nuovo in appello”. <br /><br /> Lo slittamento arriva mentre sia all’interno del paese sia a livello internazionale viene chiesto al regime di al Sisi di rispettare i diritti umani. <br /><br /> “Nel caso fosse eseguita la pena di morte, Moh
