Acquista il disco in formato cd qui www.garrinchadischi.it oppure in formato digitale qui http://garrinchadischi.bandcamp.com/album/ultimi-errori-del-900<br /><br />Scritto, cantato e suonato da<br />Marcello Petruzzi (voce, chitarra classica/acustica/semiacustica/<br />elettrica, effetti, armoniche, percussioni, shaker, mani, basso elettrico,<br />tastiere, organi, synth)<br />con la partecipazione di<br />Elia Dalla Casa (sax baritono, flauto tenore, tin whistles),<br />Francesco Brini (batteria, percussioni, ferri, coperte, cianfrusaglie,<br />congas, kalimba, timbales, shaker, campane, gong, tastiere, synth),<br />Peppe Ajello (contrabbasso e contrabbasso elettrico),<br />Emidio Clementi (basso elettrico e distorsioni in Primo polline), Marcella<br />Riccardi (delay, microfoni, voce e distorsioni in Le donne belle, chitarra<br />elettrica, delay in Re di piume e Aquilone).<br />Registrato da Francesco Brini/Spectrum Studio, Bologna + Matteo<br />Romagnoli/Donkey Studio, Bologna + Marcello Petruzzi/Home Studio<br />(marzo 2010-luglio 2011). Missato da Matteo Romagnoli con<br />l'assistenza di Paolo Pugliese, con eccezioni missate da Francesco<br />Brini. Mastering di Francesco Brini. Direzione artistica di Matteo<br />Romagnoli e Marcello Petruzzi, con eccezioni di Francesco Brini e<br />Marcello Petruzzi.<br /><br />33 ore, 33 minuti, 11 canzoni. Con<br />questi numeri Marcello Petruzzi, in<br />arte 33 ore, esce per la seconda<br />volta con un disco a proprio nome.<br />La storia è questa: il cantautore<br />blues si ritrova in mano una manciata<br />di canzoni pop dalla disarmante<br />spontaneità. Ma c'è un problema:<br />lui non se ne accorge. È così che<br />l'etichetta Garrincha Dischi, mossa<br />dall'evidente volontà di arricchirsi<br />alle spalle del povero cantore, decide<br />di produrre questo disco.<br />Pochi suoni, atmosfera blues dai toni cupi ma senza depressione e lamento,<br />piuttosto l'ironia e la maturità del disincanto. Dentro a Ultimi errori<br />del Novecento c'è il cantautorato italiano perché cantato in italiano<br />ma che di italiano ha alle fine ben poco, molto invece c'è dell'America di<br />Robert Johnson, c'è l'amarezza delle chitarre blues e la voglia di scacciare<br />i pensieri altrove. Non si piange per gli ultimi errori del Novecento,<br />semmai si tira qualche pugno con Dormire di giorno, nella balera tutta<br />stivali e visioni verticali di finestre spalancate per Il vecchio Mario.<br />Tom Waits al bar con Manu Chao, in lontananza, in primo piano l'unicità<br />dello stile di Marcello e l'arte delle parole messe al loro posto, ovvero<br />poesia. Il disco si posiziona autarchicamente, come il proprio autore,<br />sotto la luce di un cantautorato personale e Diverso. Undici canzoni che<br />parlano delle donne belle (liberamente ispirata alle lettere di Adriano Sofri<br />dal carcere), di se stessi e di aquiloni, o qualcosa di simile.<br />Piccola biografia didascalica<br />Marcello Petruzzi è un cantautore e musicista di origini Livornesi che vive<br />a Bologna. Prima dell'esordio discografico come 33 ore ("Quando Vieni"<br />Garrincha Dischi, 2009) ha fondato i Caboto e ha suonato in numerosissime<br />formazioni tra le quali Franklin Delano e Blake/e/e/e.