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L'Egitto in prima linea contro l'infibulazione

2016-08-30 17 Dailymotion

L’Egitto in prima linea contro l’infibulazione.<br /><br /> Il governo egiziano ha annunciato ieri di voler inasprire le pene per chi operi queste pratiche con una legge che prevede fino a 7 anni di carcere.<br /><br /> Il disegno di legge, varato dal governo, deve essere ancora dibattuto in sede parlamentare.<br /><br /> Le mutilazioni sono illegali nel Paese dal 2008 e previste solo in caso di necessità medica. <br />Questa pratica, che risale ai tempi dei faraoni, è ancora largamente diffusa in Egitto e non solo.<br /><br /> Stando a un rapporto dell’“Unicef”:http://www.unicef.org/media/files/FGMC_2016_brochure_final_UNICEF_SPREAD.pdf, circa 200 milioni di bambine e donne hanno subito queste mutilazioni, decine i Paesi dove è ancora uso e costume.<br /><br /> In testa alla lista dei Paesi dove vige ancora l’infibulazione troviamo: Somalia, Guinea e Gibuti.<br />L’Egitto ha una percentuale pari all’ 87%.<br /><br /> Sono invece 44 milioni le ragazzine con meno di 14 anni che l’hanno subito: principlamente in Gambia, Mauritania e Indonesia.<br /><br /> Ifrah Salad Abdulle aveva 17 anni all’epoca dell’intervista e viveva in un campo per sfollati somali.<br /><br /> Ifrah Salad Abdulle: <br />“Avevo 8 anni quando mi è accaduto, sono rimasta a letto per diversi giorni a causa dei punti di sutura, il dolore è indescrivibile.<br />Mi hanno legato le gambe unendole di modo che non si muovessero i punti. Non potevo fare pipi normalmente, per farla dovevo coricarmi su di un fianco”.<br /><br /> Le mutilazioni dei genitali femminili, possono avere complicazioni importanti durante il parto, sia per la madre che per il neonato.<br /><br /> Maryam Salad, ginecologo Mogadisco:<br /><br /> “Quando il nascituro arriva nel canale di nascita, trova difficile uscire e può succedere che venga al mondo di fatto morto. Occorre una lunga rianimazione, tuttavia questo può comportare problemi cerebrali e di sviluppo”.<br /><br /> Le mutilazioni genitali femminili sono condannate a livello internazionale. Malgrado la guerra senza quartiere portata avanti dalla società civile, l’“Unicef”:<br />http://www.unicef.org/media/media_90033.html è convinta che l’infibulazione aumenterà in maniera significativa ancora per una decina 15 anni.<br /><br /> Intanto l’Egitto ha condannato il medico della ragazzina di 13 anni, morta in seguito all’intervento. Una prima storica per il Paese.<br />

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