Un milione e duecentomila bosniaci della Republika Srpska votano oggi per il controverso referendum che dovrà istituzionalizzare il 9 gennaio come festa nazionale, malgrado la consultazione sia stata giudicata illegittima dall’Alta Corte bosniaca.<br /><br /> Fortemente voluto dal presidente Milorad Dodik, il referendum nasconde un braccio di ferro tra le due entità uscite dagli accordi di Dayton che misero fine alla guerra degli anni 90.<br /><br /> “Ognuno ha una data di nascita, non c‘è nessuno su questa Terra, che sia una istituzione politica o divina, che possa cambiare la tua data di nascita. Vietarci una ricorrenza è una cosa priva di senso, noi continueremo a celebrarla, anche se nessuno la riconosce”.<br /><br /> A Sarajevo, capitale della Bosnia Erzegovina, si teme che la mobilitazione nella Republika Srpska apra la strada a una spinta secessionista, che potrebbe mettere in discussione i precari equilibri balcanici.<br />
