La crisi politica in Spagna spacca il partito socialista. Diciassette membri del comitato esecutivo su 35 si sono dimessi per spingere il leader Pedro Sanchez a farsi da parte.<br />I ribelli gli imputano la responsabilità del mancato accordo per la formazione di un governo.<br /><br /> Questo giovedì il segretario ha riunito ugualmente la direzione, che aveva già perso altri tre membri nei mesi scorsi.<br /><br /> Veronica Perez, presidente del comitato federale, dice di considerarsi l’unica autorità rimasta nel partito.<br />“Quando si dimettono il segretario generale di un comitato esecutivo o più della metà dei suoi membri – spiega – ciò significa che il comitato è immediatamente sciolto.”<br /><br /> I socialisti dissidenti affermano che Sanchez si era impegnato ad astenersi per consentire a Rajoy di dare il via a un governo di minoranza, ma non lo ha fatto.<br /><br /> Ora si guarda al consiglio federale del partito, in programma sabato. In caso di sfiducia al leader, Sanchez dichiara che si ripresenterà alle eventuali primarie puntando a essere rieletto dalla base, un po’ come avvenuto per Jeremy Corbyn a Londra. <br /><br /> Se non si arriverà a un’intesa entro il 31 ottobre, il Paese dovrà tornare alle urne il 18 dicembre per le terze elezioni legislative in un anno.<br />
