Rapidità d’azione. Ecco la strada maestra per evitare che l’offensiva dell’esercito iracheno per liberare Mosul dall’Isis si trasformi in un esodo di massa della popolazione civile.<br /><br /> La coalizione composta da forze governative irachene e dalle milizie curde con l’appoggio cruciale degli Stati Uniti avanza su due assi principali: da Qayyarah, 70 chilometri a Sud di Mosul, e dall’Est, in provenienza da Erbil.<br /><br /> “La rapidità è la variabile chiave di questa operazione. Prima è meglio è. Riconquistare velocemente Mosul è il solo modo per evitare e prevenire una crisi umanitaria di dimensioni e complessità che nessuno è in grado di prevedere” ha detto il Hoshiyar Zebari, alto ufficiale delle forze curde.<br /><br /> Le forze armate curde alleate dell’esercito iracheno si sono attualmente posizionate a Bartella, 20 chilometri ad Est di Mosul. Al momento, dopo due giorni dall’avvio dell’offensiva, sono una ventina i villaggi messi in sicurezza nell’area che circonda Mosul. Lo stesso Presidente statunitense Barack Obama ha parlato di una battaglia potenzialmente lunga e difficile.<br /><br /> Si calcola che un numero di jihadisti compreso tra 3.000 e 4.500 sia pronto a combattere a Mosul. La strategia sin d’ora messa in atto dai militanti dell’Isis è da un lato quella di utilizzare la popolazione civile come scudi umani, dall’altro quella degli attentati kamikaze.<br />
