Oltre 100 minorenni<br />non accompagnati sono partiti da Calais per essere trasferiti in centri di accoglienza a Rouen e a Tolosa, mentre ruspe e bulldozer hanno continuato ad abbattere le baracche della cosiddetta “giungla”. L’operazione dovrebbe concludersi lunedì.<br /><br /> Un altro pullman è invece partito verso l’Inghilterra con 39 minori cui è stato riconosciuto il diritto al ricongiungimento familiare.<br /><br /> Chi deve restare in Francia si lamenta.<br /><br /> “Sono nella giungla da otto mesi” racconta un giovane afgano. “I miei amici sono tutti partiti. Nel Regno Unito ho una sorella, due cugini, tutti i parenti. Alcuni da qui sono partiti e non hanno nessun familiare in Inghilterra. Perché io non posso andarci? Voglio andare nel Regno Unito.”<br /><br /> I ragazzi trasferiti vagavano da mercoledì sera intorno alla cosiddetta “giungla”, dove si erano sviluppati incendi. Altri 20 o 30 hanno fatto perdere le loro tracce.<br /><br /> “Le autorità non hanno offerto alcuna soluzione” dice una volontaria di Care4Calais, Gloria Micallef. “Se non fosse per noi, dove dormirebbero questi ragazzi? Nella giungla? È un posto dove non c‘è sicurezza. Ieri c’era un grande incendio sul ponte. La giungla non è mai stata un posto adatto ai bambini, neanche quando era in condizioni accettabili. E chiaramente non è un posto sicuro per i ragazzi adesso.”<br /><br /> Parigi invita Londra ad accogliere tutti i minori non accompagnati che da Calais vogliono raggiungere le famiglie. Finora il Regno Unito ne ha accettati 313.<br />