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Trump e il resto del mondo: per ora giungono solo segnali distensivi

2016-11-10 4 Dailymotion

La Russia è pronta a ripartire da zero con Donald Trump. Che il magnate del mattone fosse il candidato favorito del presidente russo Vladimir Putin non era un segreto. Come pure non è un segreto che il presidente degli Stati uniti eletto non sia un grande sostenitore della Nato, musica alle orecchie del Cremlino. <br /><br /> Vladimir Putin ha tra l’altro dichiarato: <br /><br /> Siamo pronti a ristabilire piene relazioni con gli Stati Uniti, cosa che avrebbe ricadute positive, tenendo conto delle responsabilità russo-americane in tema di sicurezza mondiale.<br /><br /> La Cina non porta rancore<br /><br /> Anche la Cina ha salutato Trump, malgrado gli affondi che il repubblicano ha inviato contro Pechino, accusata di rubare i posti di lavoro agli americani. <br /><br /> Per la Cina la buona notizia è che Trump pensa a una Washington più isolazionista e dunque meno interessata al quadrante del Pacifico. <br /><br /> Il Messico: lavoriamo insieme<br /><br /> L’altro paese che ha subito gli strali della campagna elettorale è il Messico , il cui presidente, Enrique Peña Nieto , ha inviato segnali distensivi: <br /><br /> Ho potuto parlare qualche minuto con il presidente eletto e devo dire che è stata una conversazione cordiale e rispettosa. <br /><br /> Nieto ha proposto a Trump di codefinire la nuova relazione fra i due paesi, fermo restando l’impegno del governo messicano a proteggere tutti i propri cittadini. Compresi dunque i cinque milioni di immigrati irregolari negli Stati uniti. <br /><br /> Trudeau pronto al dialogo sul commercio<br /><br /> Anche il vicino americano del Nord, il Canada , lancia prove di dialogo. <br /><br /> Dal punto di vista del premier canadese Justin Trudeau il problema, con gli Stati uniti di Trump potrebbe essere il ritiro dagli accordi commerciali multilaterati ventilato in campagna elettorale.<br />

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