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"L'Europa apra le porte a chi fugge dall'ISIS": Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar ricevono il premio Sakharov

2016-12-13 2 Dailymotion

Un appello forte all’Europa è quello lanciato davanti al Parlamento Europeo da Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar, che martedi hanno ricevuto il premio Sakharov per la libertà di pensiero.<br />Nel loro discorso, le due giovani yazide hanno chiesto all’Unione Europea di accogliere chi, come loro, è fuggito dagli orrori dello Stato Islamico. <br />“Se il mondo non è capace di proteggerci nella nostra terra, allora vi invito ad aprire le porte – ha chiesto con forza Nadia Murad – e fornire rifugio a mezzo milione di yazidi in Iraq, con una migrazione di massa organizzata, simile a quella effettuata dopo l’olocausto. In questo modo eviteremo di continuare a subire questo genocidio e ad essere ridotti in schiavitù. Deve essere instaurato anche un sistema a livello locale ed internazionale per individuare i responsabili e punire coloro che hanno commesso questi crimini<br /><br /> Le loro testimonianze hanno commosso la platea degli eurodeputati. Nadia e Lamiya provengono da un villaggio iracheno distrutto dall’ISIS nell’agosto 2014. Rapite e ridotte a schiave sessuali dallo Stato Islamico, sono poi riuscite a fuggire e a trovare rifugio in Germania. Adesso sono impegnate a denunciare le atrocità subite e a sollecitare la comunità internazionale, affinchè agisca per proteggere la comunità yazida.<br /><br /> Principalmente insediati del Kurdistan iracheno, gli Yazidi sono una comunità di origine e di lingua curda che pratica una religione antichissima, risalente al ventesimo secolo avanti Cristo. Il motivo che li rendi tanto invisi ai fondamentalisti islamici è in effetti la loro fede religiosa, che mischia elementi del Cristianesimo, dell’Islam e dello Zoroastrismo. <br />Per questa ragione sono chiamati anche “adoratori del diavolo” e nei secoli hanno subito vari tipi di persecuzioni.<br />Lo sterminio attuato dallo Stato Islamico ha decimato la popolazione yazida, costretta a vivere in campi profughi. <br />Si stima che attualmente ancora 3500 yazidi, tra cui donne e bambini, si trovino nelle mani dell’ISIS.<br />

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