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Forniture di armi all'Ucraina: altolà di Putin agli Usa

2017-09-05 1 Dailymotion

Sì a un contingente ONU, ma se solo al confine, no invece all’invio di armi a Kiev da parte degli Stati Uniti. Dal palscoscenico cinese di Xiamen del vertice dei Brics, i paesi in via di sviluppo, Putin illustra la dottrina di Mosca sul conflitto nell’est dell’Ucraina. <br /><br />“Gli Stati Uniti facciano come vogliono, ma l’invio d’armi peggiorerebbe la situazione”<br />“Washington faccia quello che vuole – la sostanza del suo messaggio -, non possiamo certo impedirglielo. La fornitura di armi letali, non cambierebbe però la situazione. Anzi: provocherebbe un escalation anche di perdite umane”. “Se armi americane dovessero pervenire nella zona del conflitto – ha aggiunto – sarebbe poi difficile prevedere la reazione dei separatisti. Non è escluso che procederebbero a loro volta a rinforzare i propri armamenti”. <br /><br />L’intervento di Putin segue l’annuncio, fatto ad agosto dal Segretario alla difesa americano Mattis durante una visita a Kiev, di stare “attivamente considerando” l’ipotesi di inviare armi letali all’Ucraina, per consentirle di difendersi dai separatisti. <br /><br />“Sì ai Caschi blu, ma solo al confine e con l’accordo dei separatisti”<br />Alla chiusura a Washington su questo fronte, Putin ha tuttavia accompagnato un’apertura, ma condizionata, all’ipotesi di inviare Caschi blu nel Donbass: “Sì se solo lungo la linea di demarcazione e previo l’accordo delle repubbliche separatiste – ha detto -. Stiamo già lavorando a una bozza in questo senso”. Lo scopo sarebbe quello di garantire la sicurezza degli osservatori Osce incaricati di monitorare il cessate il fuoco. A Kiev però la proposta russa non basta: esigenza espressa a più riprese e che la missione ONU operi nella totalità del territorio interessato dal conflitto. (16/16)<br />

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