Due anni fa la foto del piccolo Aylan , annegato nel Mediterraneo, aveva commosso i tedeschi e Angela Merkel aveva aperto le porte ai migranti. Poi ci sono stati i fatti di Colonia e l’attentato di Berlino e tutto è cambiato. Quella dei rifugiati è diventata una delle questioni chiave della campagna. <br /><br />Il politologo Manfred Schmidt :<br /><br />Il governo ha iniziato una manovra ad alto rischio con la politica di apertura totale delle frontiere. Ciò ha portato a una perdita di controllo che è stato interpretata come un grosso, grosso problema dalla popolazione. Comunque i politici lo hanno capito, cominciando a comportarsi di conseguenza.<br /><br />Nel 2015 la Germania ha accolto poco meno di 1,1 milioni di migranti. Un numero 5 volte più alto rispetto ai dati dell’anno precedente. Comunque la macchina organizzativa dell’accoglienza ha retto, anche secondo i diretti interessati, come questo rifugiato siriano, Nawraz Ali : <br /><br />Non penso che bastino due tre anni per integrarsi completamente in un altro paese e in un’altra cultura. Comunque penso che siano stati fatti i passi giusti e che in questo momento la Germania si trovi sulla strada giusta. <br /><br />I siriani rappresentano il 40% dei richiedenti asilo. Un altro di loro, Khalil Amr , spiega: <br /><br />Nel 2015 Angela Merkel disse che i rifugiati erano i benvenuti e io le sono grato per questo. Ma mi sento di ringraziare soprattutto il popolo tedesco. La cancelliera non l’ho mai incontrata personalmente, invece tanti cittadini tedeschi mi hanno aiutato concretamente. <br /><br />Deutschland first<br /><br />Il partito xenofobo Alterativa per la Germania vorrebbe cacciarli tutti e fa campagna con lo slogan, già sentito altrove: Deutschland first , prima la Germania, che si traduce in: sigillare la rotta mediterranea delle migrazioni, abolire o comunque riformare radicalmente il diritto d’asilo. E reintrodurre i controlli permanenti ai confini.<br />
