Il governo catalano prova a ostacolare la decisione dell’esecutivo spagnolo di prendere il controllo delle forze di sicurezza. Mentre la guerra istituzionale tra Barcellona e Madrid porta in piazza anche gli oppositori al referendum per l’indipendenza del primo ottobre, il coordinamento di dei Mossos d’Esquadra è stato affidato al capo del gabinetto del ministero degli Interni.<br /><br />A Madrid c‘è chi teme che il governo catalano possa arrivare a una Dichiarazione Unilaterale d’Indipendenza.<br /><br />“Non ci sarà un referendum perché nessuna democrazia al mondo, nessuna può accettare la liquidazione della Costituzione e delle norme di convivenza che ci sono state date, né che sia liquidata la sovranità nazionale – ha detto il Primo ministro Mariano Rajoy – Insistere è ridicolo e, con la massima franchezza, provoca una tensione inutile nella società “.<br /><br />Una situazione apparentemente inconciliabile, con il presidente catalano, Carles Puigdemont, che accusa il governo spagnolo diessere “il guardiano della tomba” del dittatore Francisco Franco.<br /><br />“Certamente voteremo, chi dubita che voteremo? – replica il presidente del governo catalano – Perché in questo paese si stanno attuando pratiche proprie dei paesi totalitari, con il taglio dell’accesso a internet a pagine perfettamente legali semplicemente perché aiutano le persone a conoscere dove devono andare a votare”.<br /><br />A Barcellona si muovono anche i movimenti universitari: centinaia di studenti hanno trascorso la notte all’interno di un ateneo per protestare contro l’opposizione di Madrid al referendum.<br /><br />Alcune centinaia di loro hanno occupato un chiostro della struttura universitaria.<br />