“Penso che alcuni mi vogliano morto, c‘è un clima molto simile a quello precedente l’assassinio di mio padre, le mani dell’Iran dagli affari del mondo arabo verranno recise”: così il Premier libanese, Saad Hariri, ha annunciato le sue dimissioni. <br /><br />Velatamente nitido il riferimento ad Iran e Hezbollah, il Partito sciita libanese con cui Hariri ha sinora governato.<br /><br />“Certamente andiamo di male in peggio, perché Hariri stava aiutando molto il Paese a prevenire guerre e terrorismo, ma purtroppo si è dimesso, non so perché, forse la pressione da parte dell’Arabia Saudita, o perché gli Hezbollah si ostinano a non voler deporre le armi”.<br /><br />‘‘È lo stesso, con o senza di lui, il Paese non funziona, è sempre la stessa storia, questo è quanto”.<br /><br />Il messaggio di Hariri è giunto da Riad, che protegge l’ex Primo MInistro e dei sunniti libanesi e da cui corre voce che un attentato ai suoi danni sia stato sventato a Beirut nei giorni scorsi.<br /><br />Le dimissioni di Hariri preannunciano l’avvio di un nuovo scontro in Libano, estensione di quello in atto tra Iran ed Arabia Saudita.<br />
