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43 Erwin Olaf § Chick Corea § Larry Levis

2024-04-20 3 Dailymotion

PHOTOS: Erwin Olaf <br />MUSIC: Chick Corea, Crystal Silence <br />POEM: Larry Levis, The Double <br /><br />Qua fuori posso dire ogni cosa. <br />Posso dire, per esempio, che una ragazza <br />che sparisce questa sera <br />dormirà o guarderà fuori <br />fissamente, mentre il treno la porta <br />dentro la sua maturità di polvere <br />e raccordi. <br /><br />Ricordo che guardavo vespe <br />nelle sere calde <br />volare pesanti sopra i lampadari <br />negli ingressi di alberghi. <br />Pure quelli li hanno smontati. <br />E i vecchi ubriaconi <br />che sembravano non fare caso a niente, <br />che sembravano cercare il resto <br />nelle tasche, mentre fissavano <br />la ragazza nello spot della Pepsi, <br />e la ragazza che posò per lo spot, <br />ormai dovranno essere tutti morti. <br /><br />Già capisco che questa <br />non è una poesia da mostrare a te, <br />questa poesia d’amore. È così <br />piatta e trascurabile, <br />come l’uomo che fuma una sigaretta <br />dietro l’altra, che scopre alla fine <br />di non essere più in attesa di nessuno <br />e che va al cinema <br />da solo il sabato, e che sorride, <br />e gli piace. <br />Questa poesia così simile all’ora <br />in cui i semafori passano <br />al giallo e lampeggiano, <br />e il professore tranquillo <br />brucia un altro libro <br />e la divorziata annaffia la sua pianta <br />perennemente in punto di morte. <br />Questa poesia così simile a me <br />che potrebbe essere il mio doppio. <br /><br />Sono rimasto a lungo <br />nella sua ombra, come rimasi <br />nell’ombra del coinquilino morto <br />che ho dovuto tirar giù dal soffitto <br />durante le vacanze di Pasqua <br />quand’ero giovane. <br /><br />Quella sera <br />misi in folle la macchina <br />e spensi il motore <br />e i fari per scivolare giù <br />e sentire il vento che strappava <br />il metallo morto. <br />Dovevo capire cosa si provava <br />e, sotto la luna, <br />sempre più veloce, volevo scivolare <br />fuori dal mio corpo <br />e farla finita con lui. <br /><br />Un uomo può smettere col fumo <br />e col cinema e vivere tanti anni, <br />sentire il vento che ticchetta di tetto in tetto <br />senza mai staccare gli occhi <br />dalla sua unica pagina, o dalla piccola <br />vita che lì sopra incide e incide, <br />e quando tutti intorno a lui sono morti <br />può spostare in casa il pianoforte a coda <br />e sedersi davanti, e infine suonare, <br />sicuro che nessuno lo sentirà <br />benché suoni più forte che può, <br />al punto che quando verranno i morti <br />a togliergli le mani dai tasti <br />saranno invisibili, come l’aria <br />e la musica non lo sono.

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