https://www.pupia.tv - Roma - PAPA. IL CARDINALE AFRICANO: NON DIMENTICATE LE 'PERIFERIE'<br />Roma, 5 mag. - Non c'è alternativa. Il dialogo è l'unica via possibile. Sulle strade di terra rossa nel cuore dell'Africa, a Roma e in tutte le "periferie" del mondo. "Abbiamo un cammino da percorrere insieme, perché siamo fratelli e non nemici" scandisce il cardinale Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, allargando le braccia e mostrando il palmo delle mani. "La religione non dovrà più essere strumentalizzata per perseguire fini politici e per alimentare violenza; oggi la Chiesa universale riparte da qui, da papa Francesco, dalla sua enciclica Fratelli tutti e dal documento firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, con il Grande imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib". L'incontro del cardinale con l'agenzia Dire si tiene nella sede della Congregazione dello Spirito santo, in un giorno di primavera, con vista sulla basilica di San Pietro. E' il tempo del lutto per la scomparsa di papa Francesco e però anche, nelle riunioni delle congregazioni generali dei porporati, della preparazione del conclave. Il via è fissato per mercoledì, alle 16.30, dopo la messa "Pro eligendo pontefice" del mattino, sotto gli affreschi michelangioleschi del Giudizio universale. "Oggi la Chiesa piange il suo pastore Francesco e prega perché Dio prepari i cuori per accogliere il successore di Pietro" dice il cardinale Nzapalainga. "Il nuovo papa dovrà essere un servitore, con un cuore universale; non importano il suo continente di origine, la sua regione o la sua cultura di provenienza: arriverà nel nome del Vangelo e sarà chiamato a unire tutti i cattolici". Secondo l'arcivescovo di Bangui, nato nella Repubblica Centrafricana 58 anni fa, parroco di Notre-Dame d'Afrique prima di diventare presidente della Conferenza episcopale ed essere poi creato cardinale da Francesco nel 2016, il nuovo papa dovrà essere animato anzitutto dall'amore per tutte le persone. "Anche per coloro che sono lontani, nelle 'periferie', gli abbandonati, i malati, i vulnerabili e i migranti, che hanno un posto nel cuore di Dio" sottolinea il porporato. "Il nuovo papa sarà chiamato a tradurre il cuore di Dio in uno spirito di solidarietà: sarà vicino a queste donne e a questi uomini e manifesterà loro la presenza di Cristo; andrà da loro, li toccherà, parlerà loro, li consolerà, li conforterà e li rincuorerà mostrando il cammino verso Dio; e li difenderà". Quello della Dire con il cardinale Nzapalainga è un nuovo incontro. La prima volta era stata nella sede dell'arcidiocesi di Bangui, non lontano dalla cattedrale Notre-Dame d'Afrique dove il 29 novembre 2015 papa Francesco avere aperto il Giubileo della misericordia proclamando la città "capitale spirituale del mondo". Erano giorni di speranza e però anche di timori, per i contraccolpi di un conflitto armato che, innescato da contrapposizioni politiche ed economiche, in una terra di povertà, uranio e diamanti, aveva finito per contrapporre milizie con basi ne