In Consiglio regionale del Lazio riprende oggi il confronto sulla proposta di legge 171, dedicata alla semplificazione urbanistica. Il provvedimento include un tema delicato: il futuro degli immobili dismessi come cinema e teatri. La norma fissa a dieci anni consecutivi di chiusura, a partire dal 31 dicembre 2024, la soglia minima per poter avviare interventi di demolizione, ricostruzione e cambio di destinazione d’uso, senza aumento di cubatura. Ma la discussione si preannuncia lunga e tesa: 2.000 emendamenti sono già stati presentati dalle opposizioni, contro i 50 della maggioranza. Sotto la lente anche il caso del cinema Paris in via Magna Grecia, inaugurato nel 1956, per il quale la Soprintendenza ha avviato l’iter di vincolo architettonico. Il Ministero della Cultura chiede ora il rispetto della qualità originaria dell’edificio. E intanto altri quindici cinema rischiano lo stesso destino. Il dibattito accende le voci tra riqualificazione urbana e tutela culturale.
