Vi è mai venuta la pelle d’oca ascoltando una canzone? Se sì, allora avete un superpotere. E no, non stiamo parlando di magia. Se è successo mentre eravate in macchina o mentre guardavate fuori dal finestrino con le cuffiette, sappiate che non siete soli. Quella sensazione di brivido che percorre la schiena ha un nome ed è un segnale potente: significa che il tuo cervello ha una connessione speciale con le emozioni. Si chiama fenomeno del frisson – parola francese che significa proprio “brivido” – e si manifesta come una reazione fisica a un’esperienza emotiva intensa, spesso scatenata dalla musica. Come un’onda di piacere che percorre il corpo, un “orgasmo della pelle” che accende emozioni e riattiva ricordi. <br />[idgallery id="1895330" title="Anti stress: come agisce la musica sulla mente e quali sono le playlist rilassanti"] <br /> <br />I brividi quando si ascolta la musica: un ponte diretto tra suono e sentimento <br />Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience, chi prova questi brividi ha una struttura cerebrale più ricca di connessioni tra le aree che elaborano il suono e quelle che gestiscono le emozioni. <br />Lo studio è stato condotto dal ricercatore Matthew Sachs dell’University of Southern California, insieme al team di Harvard e della Wesleyan University. I ricercatori hanno selezionato 20 studenti tra oltre 200 candidati. Dieci di loro hanno dichiarato di provare brividi ascoltando le loro canzoni preferite, mentre gli altri no. Tutti sono stati sottoposti a test e scansioni cerebrali tramite DTI (imaging con tensore di diffusione). Il risultato? Solo chi sentiva i brividi presentava una maggiore attività e connettività tra: la corteccia uditiva, la corteccia insulare anteriore (coinvolta nei sentimenti) e la corteccia prefrontale mediale (che elabora il valore emotivo). <br />La conclusione scientifica? Chi prova la pelle d’oca ascoltando musica ha più fibre neurali che collegano il suono all’emozione. Tradotto in maniera romantica: le emozioni e la musica preferita parlano la stessa lingua. <br />[idgallery id="2444376" title="Allenarsi con la musica: quale scegliere e perché"] <br />[idarticle id="2579583,2484637" title="Musica e tecnologia: ritrovare l’arte dell’ascolto perfetto,4 libri da leggere sulla musica classica, pop & rap"] <br /> <br />Il rapporto con la memoria: è possibile rivivere emozioni passate attraverso la musica? <br />A rendere l’esperienza ancora più intensa è il legame tra musica e memoria. Se un brano è associato a un momento significativo della vita – un primo amore, una perdita, un viaggio importante – il frisson può trasformarsi in un autentico “viaggio emotivo”. <br />La musica, in questi casi, agisce come un detonatore emotivo, capace di riattivare sensazioni passate con una forza sorprendente. A volte può persino attivare una reazione simile al “fight or flight”, il classico meccanismo di risposta allo stress. <br />Un semplice accordo può riportare a un tramonto sul mare, a un ballo in salotto, o alla voce di qualcuno che non c’è più. E quando questi ricordi si attivano, ecco che arriva il frisson. E non è detto che sia un talento innato: potrebbe anche essere qualcosa che si sviluppa nel tempo, magari grazie a un ascolto attento, emotivo, consapevole. <br />[idgallery id="2095251" title="Tutti gli effetti postivi della musica sul cervello"] <br /> <br />Anche il volume (e la costruzione sonora) contano <br />Non solo il contenuto emotivo, ma anche la struttura e l’intensità della musica giocano un ruolo fondamentale. Brani con crescendo, pause drammatiche o passaggi armonici inaspettati possono amplificare l’effetto del frisson. Il volume, poi, contribuisce ad aumentare l’attivazione neurologica, intensificando la risposta fisica. <br />Provare i brividi per una canzone non è solo una reazione del corpo: è un segno di profonda empatia, creatività e sensibilità emotiva. Caratteristiche che andrebbero celebrate, non nascoste. Quindi, la prossima volta che ti succede, alzate il volume: siete fatti per sentire le cose in profondità.