(askanews) - Arriva nei cinema italiani l'8 gennaio Sirat, il film che ha vinto il Premio della Giuria all'ultimo festival di Cannes, candidato a quattro European Film Awards e che rappresenterà la Spagna agli Oscar 2026. Diretto da Oliver Laxe, coprodotto da Almodóvar e interpretato da Sergi López, è un viaggio lisergico nel deserto, con note techno, che cambia direzione improvvisamente e sorprende lo spettatore. <br /> <br />[idgallery id="2569922" title="I look maschili più originali sul red carpet del Festival di Cannes 2025"] <br /> <br />Il protagonista è un uomo in cerca della figlia scomparsa che raggiunge un rave nel deserto marocchino insieme a suo figlio. I due si uniscono a un gruppo di raver diretto verso un'altra festa e la loro ricerca si trasforma in un'odissea inimmaginabile. Il regista ha spiegato: «Sirat è un film d'avventura, e le avventure rappresentano una ricerca interiore. Quindi è un film che ha una dimensione fisica e una metafisica. La parola Sirat, che è molto usata nella cultura araba, rappresenta proprio questo cammino, lo sviluppo personale, spirituale». <br /> <br />[idarticle id="2693865" title="Niente da fare per ''Familia'': il film italiano è fuori dalla shortlist Oscar 2026"] <br /> <br />L'attore Sergi López a proposito del viaggio fisico, mentale, metafisico compiuto per questo film ha detto: «In tutti i lavori gli attori e le attrici compiono un doppio viaggio, fisico e mentale, c'è qualcosa che cambia dentro di noi, che per me è ancora un mistero, si entra in una specie di trance. E in questo film è ancora più profonda, qui la dimensione metafisica è particolarmente forte perché il viaggio è anche una meditazione sulla morte». <br /> <br />[idarticle id="2639293" title="Il Tema Natale di Pedro Almodóvar: Bilancia irriverente"] <br /> <br />Nell'universo creato da Oliver Laxe, che sembra una trasfigurazione della realtà in cui viviamo, la solidarietà sembra l'unica ancora. «È vero che nel film ci si dice: bene, la vita è un Sirat, un viaggio che non sai dove ti porterà, a cui non siamo mai preparati, e l'unica cosa che ci può salvare sono gli altri» ha detto López, mentre il regista ha affermato: «Siamo in un momento in cui la società è talmente disumanizzata che l'unica soluzione è essere più umani».
