(LaPresse) Proseguono le violenze in Iran dove, secondo i media, sono state uccise almeno 12.000 persone. In migliaia nel Paese stanno protestando contro il carovita e il governo che ha risposto reprimendo le rivolte in maniera sanguinaria. Teheran, inoltre, ha bloccato Internet impedendo alle persone di poter comunicare tra loro e con l'estero. «La rete è stata interrotta dopo l'inizio delle operazioni terroristiche", ha detto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi durante un'intervista ad Al Jazeera. «Abbiamo riconosciuto ufficialmente le proteste e il governo era in fase di dialogo con i manifestanti. Internet è stato interrotto solo dopo che abbiamo affrontato le operazioni terroristiche e ci siamo resi conto che gli ordini provenivano dall'estero», ha aggiunto. «Siamo pronti a qualsiasi eventualità. Se loro (gli Stati Uniti o Israele, ndr) vogliono tentare nuovamente lo scontro militare che hanno già provato una volta senza successo, noi siamo pronti», ha affermato ancora Araghchi in merito a un possibile attacco da parte di Washington o Tel Aviv.
