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Noah Wyle, protagonista di The Pitt 2 (e ER): «No, Robby non è Carter cresciuto»

2026-01-24 9,449 Dailymotion

DOPO IL TRIONFO DELLA PRIMA STAGIONE (su sky e NOW), The Pitt 2 (recensione) non ha deluso le aspettative (altissime): anzi. HBO Italia l'ha lanciata il 13 gennaio, giorno in cui la nuova piattaforma è sbarcata nel nostro Paese: da allora la seconda stagione dell'adrenalinico medical drama continua a conquistare pubblico e critica. Aggiungete le vittorie ai Golden Globe, della serie e del suo protagonista/produttore esecutivo/anima: Noah Wyle, tra gli ospiti della puntata di Che tempo che fa domenica 25 gennaio. <br />La seconda stagione di The Pitt insomma ha mantenuto le promesse dell'esordio. Il medical drama che ha riportato in corsia i produttori di ER - Medici in prima linea (R. Scott Gemmill e John Wells) e soprattutto l'ex dottor Carter, Noah Wyle, continua a fare incetta di premi e pubblico con questi nuovi 15 episodi. <br />Inevitabile però il confronto con ER (liberamente ispirata al romanzo di Michael Crichton, fu prodotta dal 1994 al 2009). A cui Noah Wyle che all'epoca era il "novellino" Dottor Carter e qui è "l'anziano"  dottor Michael "Robby" Robinavitch risponde così: «Robby non è una versione più matura del dottor Carter - racconta Wyle, in un'intervista all'ANSA a Los Angeles riferendosi al timido specializzando che interpretava nella popolare serie di circa 30 anni fa -. Carter era nato nel privilegio e sentiva di dover dimostrare che il valore non arrivava per diritto di nascita. Robby non è cresciuto in una bolla. Ha una sensibilità molto più da classe operaia, un percorso più duro e una vita più isolata. Ma questo è insostenibile e mostra che in realtà ha perso l'equilibrio».

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