A un anno dalla tragica spedizione italiana alla conquista del Polo Nord il milanese Gianni Albertini, a 26 anni, nel 1929 riparte per cercare i dispersi. Il viaggio è finanziato da famiglie milanesi come i Crespi, i Borletti, i Marelli e dal Corriere della Sera. Con i soldi donati dalle famiglie della borghesia milanese il gruppo guidato da Albertini recupera in Scandinavia una baleniera, la Heimen e aggiunge la scritta Sucai, studenti universitari del Cai. Dal 15 maggio al 22 settembre la Heimen sfida il mare ghiacciato e le slitte di Albertini viaggiano contro vento, neve, desolazione. Una tempesta li blocca per giorni e notti sotto una tenda gelata. I cani muoiono o devono essere abbattuti, un orso bianco attacca la spedizione, il pack può diventare un cimitero. Alla fine Albertini non trova quello che cercava, nessuno troverà mai quei poveri resti. Nel suo diario c’è la delusione, ma anche la forza d’animo. «Diecimila miglia nel ghiaccio polare, vere come la nostra tristezza, vere come il nostro senso del dovere… ». Il documentario è stato presentato al Golf Club Milano di Monza.
