Ovazione fiorentina per il ritorno di Renato Zero. Stracolmo il Nelson Mandela Forum per la prima di quattro date (mercoledì 11, giovedì 12, sabato 14 e domenica 15) riservate a “L’OraZero”, la nuova tournée del cantautore romano che, ancora una volta, ha ribadito il suo legame speciale con il capoluogo toscano.<br />“Era il 1973 quando la bestia da palco calcò le scene qui a Firenze al Palazzo dei Congressi; e da quel momento in poi fu amore. Grazie Firenze, e dintorni! Grazie Toscana!”, ha detto Renato Zero nel primo di tanti discorsi a tu per tu con il suo pubblico, che “non mi ha mai tradito”. Una futuristica scenografia tutta giocata sui video ha aperto la serata (oltre tre ore di musica, parole e luci) con immagini dalla galassia, riportando l’“ora zero” al Big Bang e poi, vorticosamente, dentro l’utero di una mamma. Ed l’ecco la sferzata contro l’aborto, che ha diviso il pubblico. D’altronde i “sorcini” sanno che “Renatone” non le manda a dire. “Stasera abbiamo voluto sfrontare un ruolo fondamentale nella nostra vita, nel nostro quotidiano ma soprattutto nell’attenzione a quel ruolo primario che ci consente di essere al mondo, di poterci raccontare, di poterci stringere e di poterci anche mettere in discussione. Questa donna che prima di ogni altra attività vitale ha quella di avere offerto questo spazio che pare irrisorio ma è utile quando un seme buono e volenteroso è in grado di alimentare la vita in tutta la sua bellezza e unicità, ha spiegato Zero dedicando l’intera tournée (oltre che a mamma Ada, la sua) “a tutte le madri del mondo, anche quelle che non sono biologiche anche quelle … come si chiamano?”. “Poi c’è la madre terra, la madre patria..”, ha aggiunto mentre il tricolore sul ledwall si sbiancava e si dissolveva.Non si fatica a intuire una critica all’annichilimento generale, politica compresa, nel titolo dell’album - L’OraZero - che il pubblico fiorentino ha l’occasione di ascoltare per la prima volta dal vivo in queste quattro serate. Anche se non mancano in scaletta, naturalmente, i grandi successi di oltre 50 anni di carriera.<br />Il pubblico, composto ma emotivamente assai coinvolto, si è scatenato tra “Il triangolo” e “Mi vendo”, mentre sul megaschermo scorrevano immagini digitali di pin-up in atmosfere pop-dance. Poi, la commozione ha spaccato. <br /><br />“Questo vostro dono mi rimbalza, perché io poi sono tenuto a riconsegnarvi il mio talento modesto, la mia partecipazione umana, sentimentale, amorevole. E questo scambio credo ci renda questa famiglia che siamo unici”. Applausi.
