Sbircia la Notizia Magazine / È diventato virale il video del confronto tra le Bambole di Pezza e un rappresentante della sala ospitante web radio tv locali al Festival di Sanremo, dopo che la stessa band lo ha postato sui social. <br /> <br />La polemica nasce dalla domanda "Non pensate che oggi, negli anni tremila oramai, questa contrapposizione sia un po’… vecchia?". <br />La risposta della band è chiara: "La parola femminista ci piace molto… è importante in una società in cui ancora non c’è la parità. Grazie della domanda perchè ci permette di parlarne. Non è andare contro gli uomini, ma volere un'equità". <br /><br />Il confronto si accende quando lo stesso interlocutore incalza: "Non è una società patriarcale la nostra, eh. La parità c’è. Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna… A casa mia comanda mia moglie. Cioè, in tutte le case vi sfido a dire che se avete un compagno, non comandate voi". Applaudita la replica delle musiciste: "Ma le donne non dovrebbero avere potere in casa. Noi vogliamo parità ovunque". <br /><br />Alla minimizzazione dello speaker "Le donne oggi lavorano fuori casa tanto quanto gli uomini", la band risponde: "Non è vero. La parità di stipendi non c’è ancora… ci sono tante ricerche che lo dimostrano". <br /><br />Nel passaggio più controverso, il giornalista pronuncia la frase "anch’io posso essere stuprato", suscitando ulteriori reazioni online. <br /><br />La chiusura della band chiarisce il punto centrale: <br />"Non è una questione che gli uomini non possano subire violenze… la differenza è tra un episodio possibile e un problema sistemico".
