La Corte di Giustizia dell'Ue ha stabilito che la legge bulgara — che vieta ai cittadini di modificare i propri dati anagrafici relativi al genere — è incompatibile con il diritto comunitario. La sentenza nasce dal caso di una cittadina bulgara emigrata in Italia, dove ha intrapreso una terapia ormonale e vive come donna, ma si è vista respingere la richiesta di rettifica dell'atto di nascita nel suo Paese d'origine.
