Carlo Verdone torna al cinema. E lo fa raccontando quello che sa raccontare meglio: l'Italia che non sa amare. Scuola di seduzione è online dal 1° aprile in esclusiva sulla piattaforma streaming di Paramount+. E segna il ritorno alla regia cinematografica dopo 6 anni e 4 stagioni della serie semi-autobiografica Vita da Carlo. Come nella miglior tradizione di Verdone, si tratta di un racconto corale. Dove diversi personaggi impersonano storie e punti di vista diversi. Come ci raccontano, in questa intervista esclusiva che vedete nel video qui sopra, due dei protagonisti: Lino Guanciale e Vittoria Puccini. Coppia sorprendentemente affiatata nei panni di un imbranato Bruno e una stanca Giuliana. Che ci hanno raccontato i loro personaggi, l'appuntamento ideale e il rapporto con mammà. <br />La trama di Scuola di seduzione <br />Sei persone con un problema in comune: non riescono a stare bene in amore. C'è chi l'amore lo cerca, chi vuole salvarlo e chi non smette di tormentarsi col passato. Tutti e 6 finiscono nella stessa aula, davanti a Ortensia, una love coach che promette di rimetterli in carreggiata con metodi quanto meno originali. Se sia una vera professionista o una ciarlatana convincente, non è dato saperlo subito. E forse è proprio questa ambiguità uno dei motori più divertenti del film. <br /> <br />L'idea nasce da un articolo letto sul quotidiano britannico Guardian sulle scuole di seduzione online. Ma Verdone e i suoi co-sceneggiatori, Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni, la trasformano in qualcosa di più profondo: un ragionamento su come la tecnologia - dai social all'intelligenza artificiale - abbia cambiato il modo in cui viviamo le emozioni. La «scuola» del titolo non è un posto dove si imparano trucchi di conquista, ma un vero laboratorio umano, dove le paure vengono a galla e le fragilità si incontrano. Tra cene «al buio», dominatrici, arrampicate e colpi di scena, qualcosa, lentamente, si rimette in moto. <br />Il cast e i personaggi di Scuola di seduzione <br />Al centro della storia c'è Carlo Verdone nei panni di Clemente, musicista in pensione con un segreto tenero che si scoprirà solo alla fine. Accanto a lui, Karla Sofía Gascón (reduce dal successo di Emilia Pérez, dal premio a Cannes nel 2024 alla nomination all'Oscar), interpreta Ortensia, la misteriosa coach spagnola trasferitasi a Roma. <br /> <br />Lino Guanciale è Bruno, professore di Storia ancora ingabbiato in una convivenza con la madre che lo gestisce in tutto e per tutto. Vittoria Puccini dà vita a Giuliana, infermiera diventata invisibile agli occhi del marito da quando il figlio è andato via di casa. Beatrice Arnera è Adele, influencer arrivata al corso convinta di smascherare una fregatura, ma che si ritrova, forse suo malgrado, a farci i conti davvero. Euridice Axen interpreta Gaia, libraia lesbica convinta di portare iella a chiunque le si avvicini. Romano Reggiani, infine, è Emanuele: bello, ricco, apparentemente senza difetti, bloccato però da un'insicurezza fisica che gli rende ogni relazione un campo minato. <br /> <br />Un ensemble costruito con cura. E, a quanto pare, con qualche difficoltà di casting. «Prima di Reggiani, altri attori erano fuggiti quando avevano scoperto di dover interpretare un uomo con quella caratteristica fisica particolare…», ha rivelato Verdone tra le risate. <br />Il ritorno di Carlo Verdone e la prima volta di Karla Sofía Gascón <br />Verdone non nasconde che tornare a girare un lungometraggio dopo 6 anni non sia stato semplice. «Non è stata una cosa psicologicamente facile», ammette. «Mi sono chiesto: sarò ancora in grado di mantenere i tempi e i ritmi di un film, dove devi condensare tutto in un'ora e cinquantacinque?». I dubbi, però, si sono dissolti quasi subito. «Dopo il primo giorno ho avuto delle belle sensazioni, grazie a un cast meraviglioso, preparato e affettuoso. C'è stata tanta serenità e amicizia, e questo ha aiutato il mio lavoro a venire come era scritto». <br /> <br />Sul film, la soddisfazione è evidente. «È un film delicato, pieno di incastri, con voli pindarici: sembrava semplice ma non lo era affatto. Mi piace raccontare le nostre fragilità e debolezze, viviamo in mondi di megalomani e quando ci si confessa con sincerità per me è una forma di maturità. Il tema della nostra inadeguatezza è fondamentale oggi: i ragazzi, soprattutto i maschi, lo vivono molto. Nel mio cinema c’è sempre un lato comico e anche un altro malinconico, fin dal primo Un sacco bello. Non è che voglio fare l’autore, ma il mio animo è così: se nel finale non c’è malinconia allora c’è tenerezza, un po’ di poesia». <br /> <br />Karla Sofía Gascón firma il suo primo ruolo importante dopo la bufera dei tweet che aveva oscurato la sua stagione degli Oscar. E lo fa tornando in Italia. Paese che considera «un po' la mia seconda patria», visto che ci aveva già lavorato negli a...
