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Porte aperte - 1990 Gianni Amelio

2026-04-03 94 Dailymotion

Porte aperte è un film del 1990 diretto da Gianni Amelio. <br /><br />Il soggetto è ispirato all'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia pubblicato nel 1987 e a sua volta ispirato a un fatto realmente accaduto. <br /><br />Il film è stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 43º Festival di Cannes.[1] <br />Trama <br /><br />Nella Palermo degli anni trenta un giudice, Vito Di Francesco, tenta a suo modo di opporsi, a termini di legge, alla condanna a morte di Tommaso Scalìa, ormai destinato alla pena capitale per aver ucciso, nello stesso giorno, con una baionetta il suo ex datore di lavoro, avvocato Spatafora e un ex collega, nonché la moglie, con una pistola. Il giudice si scontra con i poteri del Regime fascista intenzionati a fare del processo un caso esemplare e applicare la pena di morte da poco reintrodotta nell'ordinamento penale italiano con le Leggi fascistissime e con lo stesso imputato il quale, invece, chiede di essere fucilato. Nonostante tutto, Di Francesco riesce ad ottenerne l'ergastolo, poiché non crede nell'efficacia della pena di morte e giudica tale pena più crudele degli stessi omicidi commessi dall'accusato. Per il suo gesto, non gradito alle gerarchie, Di Francesco verrà trasferito per punizione in una pretura di scarso rilievo e la sua carriera sarà rovinata. Il film si conclude con la scritta in cui si riferisce che Scalìa verrà condannato a morte in appello e fucilato. <br />Distribuzione <br />Titolo <br /><br />Il titolo del film riprende quello del libro, e in una scena del film si comprende chiaramente il significato dell'espressione, quando si fa riferimento alla propaganda fascista. Secondo quest'ultima, la pena di morte sarebbe stata un deterrente sufficiente a garantire agli italiani di poter vivere con le "porte aperte" anche di notte. Una tesi che viene messa in dubbio dal protagonista del film in una discussione con un collega. <br />Riconoscimenti <br /><br /> 1991 - Premio Oscar <br /> Candidatura Miglior film straniero (Italia) <br /> 1990 - European Film Awards <br /> Miglior film (Italia) <br /> Premio speciale della giuria a Gian Maria Volonté <br /> Prix Fassbinder a Ennio Fantastichini <br /> Miglior fotografia a Tonino Nardi <br /> 1990 - David di Donatello <br /> Miglior film <br /> Miglior attore protagonista a Gian Maria Volonté <br /> Migliori costumi a Gianna Gissi <br /> Miglior sonoro a Remo Ugolinelli <br /> Candidatura Miglior regista a Gianni Amelio <br /> Candidatura Miglior produttore a Angelo Rizzoli <br /> Candidatura Migliore sceneggiatura a Gianni Amelio, Vincenzo Cerami e Alessandro Sermoneta <br /> Candidatura Miglior attore non protagonista a Ennio Fantastichini <br /> Candidatura Miglior fotografia a Tonino Nardi <br /> Candidatura Migliori scenografie a Amedeo Fago e Franco Velchi <br /> Candidatura Miglior montaggio a Simona Paggi <br /> 1991 - Nastro d'argento <br /> Regista del miglior film a Gianni Amelio <br /> Migliore attore non protagonista a Ennio Fantastichini <br />

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