Il rapporto madri–figlie è quasi sempre riconosciuto come sublime e intoccabile, ma non tutte le relazioni sono uguali. Ci sono madri che non rappresentano la casa, ma un enigma. Non rifugio, ma distanza. E il dialogo diventa una traduzione impossibile. L’incomunicabilità diventa un macigno e mancano gli strumenti per capirsi e dirsi davvero. Ed è proprio in quella crepa che si inserisce Il mestiere di mia madre (Piemme), il romanzo di Costanza Ghezzi, ospite del vodcast Il Piacere della Lettura: un libro che non consola, ma illumina.
