È NEI CINEMA DA OGGI, 23 APRILE, La più piccola il film scritto e diretto dalla franco-tunisina Hafsia Herzi. È il film sull'identità sessuale al centro di un caso solo italiano. La storia di Fatima (meravigliosamente interpretata dall'esordiente Nadia Melliti) che scopre la propria sessualità e identità e non vuole rinunciarci, così come non rinuncia alle tradizioni e alla fede musulmane con cui è cresciuta. Una lotta, nella Francia periferica, in nome della libertà di essere se stessa, senza dover rinunciare a niente. Nè all'amore né alla preghiera, come vediamo proprio in questa scena. Qui la nostra recensione di La più piccola e l'intervista alla protagonista. <br />Presentato in concorso all'ultimo Festival di Cannes (vinse il Premio per la miglior attrice e la Queer Palm), esce in Italia distribuito da Fandango. La storia è vera ed è tratta dall'autobiografia di Fatima Daas, best seller in Francia nel 2020. Un caso solo italiano. Perché questa storia di una 17enne di fronte alla più vera delle "conquiste quotidiane e delle problematiche contemporanee", da noi è vietato ai VM 14 anni. <br />Una decisione che la Commissione per la Classificazione Opere Cinematografiche del Ministero della Cultura Italiana motiva così: "Riferimenti sessuali espliciti che, pur non essendo trasformati in immagini pornografiche, sono descritti in modo dettagliato e potrebbero influire negativamente sullo sviluppo emotivo dei minori di 14 anni. Per tali ragioni, l’opera è stata classificata con il divieto ai minori di 14 anni e con le seguenti indicazioni tematiche: sesso, linguaggio, turpiloquio e incitamento all’odio’’. <br />Questa la risposta di Fandango, il distributore che esprime “profonda contrarietà e dichiara di fare appello contro la decisione della Commissione del Dipartimento per le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema e Audiovisivi, incaricata della classificazione delle opere cinematografiche, che ha stabilito il divieto di visione lo scorso 14 aprile. La più piccola è un’opera cinematografica di grande valore artistico, riconosciuta a livello internazionale e accolta positivamente dalla critica e dal pubblico in numerosi Paesi, senza aver mai subito forme di censura o restrizioni analoghe in alcun territorio in cui è stata distribuita. Il film affronta temi complessi e delicati attraverso uno sguardo sensibile, senza ricorrere a rappresentazioni esplicite, distinguendosi per la capacità di raccontare una storia intima e universale con misura e profondità. Censurare il film a chi è minore di 14 anni dimostra l’arretratezza del nostro Paese quando si tratta il tema dell’educazione sessuoaffettiva. Il cinema è universale, deve saper parlare a tutte e tutti, affrontare ogni tematica senza tabù, senza forme di censura preventiva”.
