«Ho deciso di venire a vivere in Italia per ragioni morali. Qui abbiamo attenzione per gli altri, un senso di carità che non c'è in America». Poi si gira e, sorridendo, indica la statua al centro di piazza Risorgimento a Milano: «...e per San Francesco!».Ash Fontana, 40 anni, imprenditore, investitore e autore nel campo dell'intelligenza artificiale, nel 2020 ha lasciato gli USA per l'Italia. È uno dei «Paperon de' Paperoni» che ha scelto Milano. «Non sono tornato per la Flat Tax. Ho vissuto negli Stati Uniti per 15 anni. Nel 2020 ho deciso di spostarmi da San Francisco a Bassano del Grappa perché volevo fare ciclismo con mio nonno. Solo dopo ho scoperto che ci sono i vantaggi fiscali».Ci spostiamo a due passi da via Montenapoleone. In via Andegari, Luigi Belluzzo ci accoglie nel suo studio — che sembra una mostra d’arte contemporanea — specializzato nella mobilità dei grandi patrimoni. «Oggi nei congressi internazionali si parla dell'Italia come di uno dei migliori regimi fiscali», attacca, sciorinando i numeri: «Secondo le stime più recenti, circa 5.000 soggetti ad alta capacità di spesa hanno scelto l’Italia e, di questi, un terzo ha stabilito la propria base a Milano». Il fenomeno è alimentato da una competizione internazionale tra regimi fiscali dove l'Italia, dal 2017, gioca un ruolo da protagonista con la cosiddetta Flat Tax per i neoresidenti. Il regime, introdotto dal governo Renzi con una tassazione di 100.000 euro e salito a 300.000 euro nel 2026 con il governo Meloni, non sembra scoraggiare i nuovi arrivi. Belluzzo usa una metafora efficace per spiegare l'incremento: «Se vuoi un maglione di cashmere fatto bene non lo paghi come un maglione di cotone. Per un ricco signore, 100 o 300 mila euro non cambiano così tanto, ma l'Italia deve fare molta attenzione alla sua reputazione. Sono molto attento ogni volta che il governo tocca questa norma perché, se lo chiede a me, io non la toccherei proprio». Come spiega Belluzzo, questi «neo-milanesi» arrivano soprattutto dal Regno Unito; non investono necessariamente i loro capitali in Italia, ma spendono nel territorio: «Non hanno alcun interesse a tenere i loro investimenti in Italia per l'architettura fiscale che hanno, ma hanno interesse a spendere qui. L'effetto c'è a livello di IVA: investimenti immobiliari e fornitori, dagli architetti alla ristorazione».Tuttavia, questo fenomeno ha un rovescio della medaglia. Il costo degli immobili a Milano è cresciuto del 38% negli ultimi cinque anni (con punte del 57% per gli immobili di pregio), rendendo la città proibitiva per studenti e lavoratori locali. «Milano solo per ricchi?», chiediamo al sindaco Giuseppe Sala. «Non c'è bianco o nero, c'è probabilmente un giusto grigio che dobbiamo ricercare. Molti ricchi sono attratti dai benefici fiscali, ma dobbiamo fare uno sforzo perché restituiscano qualcosa rispetto al beneficio che hanno. Le differenze eccessive creano un problema, quindi la nostra attenzione e il nostro cuore vanno verso chi invece fa più fatica». Poi, commentando la volontà del sindaco di New York di aumentare le tasse ai più abbienti, Sala ammette: «Probabilmente lo farei anch'io se avessi la possibilità di farlo».Restituire alla città. Così Ash Fontana sottolinea che la sua missione oggi è dedicare la vita agli altri: «Studio medicina e ingegneria biomedica. Sto facendo un percorso che si chiama Medtec tra Politecnico e Humanitas. Ogni giorno faccio tante donazioni in modo anonimo, però l'uguaglianza inizia con il lavoro del governo. Il governo ha stampato una marea di soldi e chi ne ha approfittato? Gli investitori». Non resta che aspettare ulteriori investimenti. «Non sono sposato, sogno però di trovare una brava ragazza italiana».(Musiche: At all di Mariaemilia Quartet)
