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L’inganno della (non) intelligenza artificiale

2026-07-03 2,745 Dailymotion

Il filosofo italiano Luciano Floridi che ha fondato e dirige il laboratorio di Etica digitale dell’università di Yale consiglia spesso di guardare all’intelligenza artificiale in modo molto controcorrente rispetto al senso comune. E cioè, come l’esatto contrario: la capacità di fare delle cose in modo molto operativo ma senza che ci sia alcun pensiero, senza che ci sia la comprensione di quello che si fa, e quindi senza intelligenza. Ma ormai è andata così. Il problema è semmai dal punto di vista etico quali confini mettere all’intelligenza artificiale. E ci si sta provando in tutto il mondo. In Europa con regole un tempo avversate da tutti, oggi copiate anche in versione più rigida e severa da Stati Uniti e Cina. Ma al di là delle regole, dobbiamo prepararci a quelli che vengono chiamati agenti o a quella intelligenza artificiale agentica, che esegue per conto nostro incarichi e azioni. In quel nostro incarico c’è tutto. Dobbiamo essere molto attenti. Che significa avere una capacità critica nell'approccio a queste nuove tecnologie. E non è questione di università e forse nemmeno di scuola superiore. Tutte le classifiche internazionali riconoscono alla nostra attività formativa superiore una qualità innegabile. Semmai c’è un problema con le scuole primarie, quelle che erano le elementari che presentano di fatto programmi molto simili a quelli della mia generazione. E soprattutto in quel concetto che in Italia fa fatica a farsi strada che è la formazione continua delle persone. Dovremmo lanciare un programma di alfabetizzazione digitale a tappeto. Ma siamo un Paese che alla scuola riserva appena il 7,3% del pil contro una media europea del 9,6%. Secondo voi sarà fatto?

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