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P.P-P. 4.2: foto 2009/2007

2010-01-16 0 377 Vimeo

P.P-P. 4.2 plastic play-pen 4.2 un esperimento tra il dentro e il fuori P.P-P. 4.2 è un gioco urbano che muta e si evolve a seconda dei contesti d’azione Un individuo è fermo in un qualsiasi luogo, o non luogo, di transito: una stazione, un museo, una sala d’attesa, un supermercato, una strada. L’individuo indossa un soprabito di plastica ed è immobile. Sul retro del soprabito egli mostra ai passanti delle ISTRUZIONI PER L’USO e degli AURICOLARI. Il suo motore: un I-POD. P.P-P. 4.2 è anche una distrazione durante il passaggio: la serendipity, ossia trovare per caso una cosa mentre se ne cerca un’altra, è un evento che ha come scenario privilegiato la città. P.P-P. 4.2 è un formato di gioco urbano che può essere visto da tre angolazioni: L’INDIVIDUO IMMOBILE Un individuo è immobile in un qualsiasi luogo - o non luogo - di transito. Egli indossa un soprabito di plastica sul cui retro mostra un I POD, delle ISTRUZIONI PER L’USO e degli AURICOLARI: l’ I POD è il suo motore, il suono la sua necessità, l’ambiente esterno lo circonda ma non gli appartiene. IL PASSANTE ATTACCATO AL FILO Il passante che sceglie di indossare gli auricolari varca una soglia, permettendo il farsi di una delle azioni - o danze - possibili all’interno del soprabito di plastica. Dopo aver letto le istruzioni, il passante può indossare gli auricolari, selezionare un brano (la durata di ogni brano varia dai 30 secondi ai 4 minuti circa) e azionare l’ I POD. Ciò che ne risulta è una forte intimità tra chi agisce e chi assiste attaccato al filo degli auricolari, unica forma di relazione tra i due: il filo porta l’ambiente sonoro creando, così, lo spazio della visione interna. Il passante attaccato al filo è visibile dall’esterno esattamente come e con il performer: l’azione li espone alla vista mentre il suono li nasconde in una atmosfera privata. IL VOYEUR Chi resta al di fuori vive un’altra esperienza: escluso dall’intimità di un ambiente sonoro condiviso, può scegliere solo di stare a guardare. L’assenza di suono crea una forte differenza di significato e di fruizione ma ciò che può sembrare una mancanza è, in realtà, un valore aggiunto poiché modifica la percezione tra dentro e fuori. "P.P-P. 4.2 […] vede Olivia Giovannini in attesa, sguardo rivolto alla parete, soprabito di plastica che la avvolge. Sulla schiena, che concede al pubblico di passaggio, un I Pod con cuffiette che si collegano a lei e a chi avrà la curiosità di entrare nel suo mondo. Accanto all’I Pod le istruzioni per l’uso, semplici e concise come qualsiasi manuale di utilizzo prevede. […]La macchina donna si attiva, agendo le musiche scelte in partiture già fissate, trascinando con sé chi si è collegato al suo cordone ombelicale. Si crea uno spazio altro in cui sono solo due corpi a conoscerne i segreti dettati dalle musiche e da ciò che percorre chi ha deciso di partecipare. La performer è totalmente estranea, non concede motivo di relazione con l’altro, è oggetto agente che impercettibilmente adatta la sua partitura alle peculiarità di reazione di chi si porta dietro, […]. Il resto dei passanti si ferma a osservare, non potendo sentire la musica che è solo loro, ma continua a guardare, tentando di entrare in quel mondo, assistendo impotente. C’è chi poi tenterà di carpire quei segreti partecipando successivamente, o rimarrà superiore, e timoroso dello sguardo altrui, a osservare […]". (GIACOMO D’ALELIO, Ipotesi per il femminile. Denoma e S.A.N attraverso il ruolo dello spettatore esplorano tradizione e contemporaneo, in La differenza settimanale di cultura, Anno 1 Numero 21, 30 Maggio 2008, differenza.org/articolo.asp?id=255) P.P-P. 4.2 è un progetto creato nel settembre 2007 per l’evento di danza contemporanea “Camere singole” – 5° Festival Internazionale di Danza in Paesaggi Urbani CORPI URBANI/ URBAN BODIES (Galleria Wolfsoniana, Genova). Nel 2009 P.P-P. 4.2 viene selezionato per il circuito Anticorpi eXpLo - tracce di giovane danza d’autore, promosso da Anticorpi XL, primo network indipendente italiano dedicato alla giovane danza d’autore. Rappresentazioni: Settembre 2007, 5° Festival Internazionale di Danza in Paesaggi Urbani CORPI URBANI/URBAN BODIES (Galleria Wolfsoniana, Genova) Maggio 2008, Teatri di Vetro - festival del teatro indipendente (Roma) Ottobre 2008 Festival Nazionale della Performance (Pescara) Dicembre 2008 Fucina Off 08, simposio sulle arti emergenti (Spoleto) Maggio 2009 Festival Interplay09 - festival internazionale di danza contemporanea (Torino) Giugno 2009 evento collaterale nell’ambito del progetto Gemine muse (Genova) Luglio 2009 Santarcangelo IMMENSA (Santarcangelo di Romagna) Settembre 2009, 7° Festival Internazionale di Danza in Paesaggi Urbani CORPI URBANI/URBAN BODIES (metropolitana di Genova) Settembre 2009 VETRINA GIOVANE DANZA D’AUTORE, Festival AMMUTINAMENTI09 (Ravenna) Febbraio 2010 Teatro Kismet Opera (Bari) Febbraio 2010 Teatro TaTÀ (Taranto) Di e con: Olivia Giovannini Concezione packaging: Daniela Cecchi e Angela Castellano Realizzazione packaging: Angela Castellano Assistenza: Laura Milone e Davide Francesca Documentazione fotografica in progress: Laura Milone oliviagiovannini.net myspace.com/plasticplaypen42

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