(askanews) - Arriva nei cinema italiani l'8 gennaio Sirat, il film che ha vinto il Premio della Giuria all'ultimo Festival di Cannes, candidato a quattro European Film Awards e che rappresenterà la Spagna agli Oscar 2026. Diretto da Oliver Laxe, coprodotto da Almodovar e interpretato da Sergi Lòpez, è un viaggio lisergico nel deserto, con note techno, che cambia direzione improvvisamente, e sorprende lo spettatore. <br /> <br />Il protagonista è un uomo in cerca della figlia scomparsa che raggiunge un rave nel deserto marocchino insieme a suo figlio. I due si uniscono ad un gruppo di raver diretto verso un'altra festa e la loro ricerca si trasforma in un'odissea inimmaginabile. Il regista ha spiegato: «Sirat è un film d'avventura, e le avventure rappresentano una ricerca interiore. Quindi è un film che ha una dimensione fisica e una metafisica. La parola Sirat, che è molto usata nella cultura araba, rappresenta proprio questo cammino, lo sviluppo personale, spirituale». <br />Nel film il viaggio è anche una meditazione sulla morte <br />L'attore Sergi Lòpez a proposito del viaggio fisico, mentale, metafisico compiuto per questo film ha detto: «In tutti i lavori gli attori e le attrici compiono un doppio viaggio, fisico e mentale, c'è qualcosa che cambia dentro di noi, che per me è ancora un mistero, si entra in una specie di trance. E in questo film è ancora più profonda, qui la dimensione metafisica è particolarmente forte perché il viaggio è anche una meditazione sulla morte». <br /> <br />Nell'universo creato da Oliver Laxe, che sembra una trasfigurazione della realtà in cui viviamo, la solidarietà sembra l'unica ancora. <br />«È vero che nel film ci si dice: bene, la vita è un Sirat, un viaggio che non sai dove ti porterà, a cui non siamo mai preparati, e l'unica cosa che ci può salvare sono gli altri» ha detto Lòpez, mentre il regista ha affermato: «Siamo un momento in cui la società è talmente disumanizzato che l'unica soluzione è essere più umani». <br /> <br />[amica-related]
